Arresto all’estero, assistenza legale ai detenuti italiani

Studio legale internazionale - ARRESTO ALL’ESTERO, ASSISTENZA LEGALE AI DETENUTI ITALIANI

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Il sistema di giustizia penale in molti paesi è diverso da quello vigente in Italia, per questo motivo un residente italiano all'estero è penalizzato anzitutto dalla scarsa familiarità con il sistema giudiziario, la cultura e la lingua locale. Inoltre, in alcuni casi, le condizioni carcerarie sono più severe che in Italia.



In caso di arresto in un paese straniero, ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963, il cittadino italiano ha il diritto di chiedere la protezione del suo consolato.

Tale protezione consolare prevede che uno o più funzionari dell'ambasciata o del consolato:

1.    Fa una visita al prigioniero in carcere
2.    Fornire nomi di avvocati locali
3.    Avvisare i familiari del prigioniero (solo su espresso consenso del detenuto)
4.    Garantire, ove necessario e in base alle normative locali, assistenza medica e prima necessità al detenuto.
5.    Interviene per il trasferimento in Italia se il connazionale è detenuto in paesi che aderiscono alla Convenzione di Strasburgo del 1983 sul trasferimento di detenuti o con i quali sono in vigore accordi bilaterali.

È importante ricordare che il Consolato non può intervenire in tribunale per conto del connazionale e / o prendere le spese legali. Le visite consolari incontrano anche limiti diversi, dettati soprattutto dal budget finanziario fornito dalle Ambasciate (non a caso la tutela consolare è scarsa nei Paesi in cui l'Ambasciata italiana è presente a un livello basso).

Le autorità straniere che procedono all’arresto, hanno l'obbligo, ai sensi della Convenzione di Vienna del 1963, di avvertire la persona arrestata del diritto di accedere alla protezione consolare. Non sono obbligati a informare il Consolato italiano se non vengono arrestati e chiedono l'accesso alla protezione consolare.

Nella maggior parte dei casi, ti sarà permesso di smettere di comunicare con i tuoi familiari, ma in alcuni paesi, le conversazioni telefoniche possono essere monitorate dalle autorità giudiziarie, il loro contenuto utilizzato come prova e la corrispondenza postale può essere soggetta a controlli rigorosi.

Riguarda le visite personali alle carceri, è sempre consigliabile contattare l'amministrazione penitenziaria (poiché le visite sono soggette a limitazioni specifiche) e quindi comunicare al proprio consolato, alla propria presenza nel paese e in particolare alle date delle visite.

L'assistenza legale può essere fornita attraverso l'indicazione di un avvocato di fiducia e - in casi di particolare gravità - anche sotto forma di aiuto finanziario al paese indigente.

Tale assistenza da parte dell'ufficio consolare per il pagamento delle spese legali può essere concessa - in caso di indennità dimostrabile - sotto forma di:
1.    sussidio per residenti all'estero nell'area di giurisdizione;
2.    prestito con promessa di ritorno per i connazionali in transito.

Prima di richiedere le spese legali a favore dei connazionali detenuti all'estero, la Rappresentanza sarà certa che i familiari in Italia saranno in grado di sostenere le loro spese.

Se abbia difficoltà a contattare e ad assegnare un avvocato straniero, si deve contattare uno studio legale italiano specializzato in casi di cittadini stranieri arrestati o detenuti. Questo passaggio non è obbligatorio, in quanto rappresenta un detenuto o un detenuto, sarà sempre un avvocato locale nel paese in cui si trova.
Tuttavia, è il passo più importante, poiché questi casi richiedono una particolare esperienza nel diritto internazionale, anche di fronte a richieste di trasferimento o concessione di grazia.

In Italia ci sono diversi studi legali internazionali in grado di fornire una consulenza completa in caso di detenuti italiani all'estero, fornendo prima assistenza in carcere (ad esempio fornitura di beni di prima necessità, messaggi familiari, ecc.), la scelta dell'avvocato locale che si occuperà del caso, l'elaborazione della strategia difensiva di concerto con quest'ultimo e, infine, il completamento delle richieste di richieste di trasferimento o di richieste di grazia.

Le informazioni riguardanti i cittadini italiani all'estero possono essere fornite in conformità con la legge applicabile sulla protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003), che nella maggior parte dei casi richiede il consenso della persona ricercata. Tenendo presente che non tutti i cittadini italiani emigrati all'estero si sono registrati presso gli uffici consolari italiani, se la persona ricercata viene identificata, il Ministero degli Affari Esteri comunicherà agli stessi i termini della richiesta e i riferimenti del richiedente.

Gli Uffici consolari effettuano, nei limiti degli strumenti ammessi dalla legislazione locale e di quanto sopra specificato, ricerche per le quali il richiedente abbia dimostrato un interesse legittimo. Le richieste devono essere indirizzate direttamente all'ufficio consolare competente tramite lettera motivazionale (documento in formato cartaceo), allegando una copia di un documento di identità valido del richiedente.

Per le domande di conoscenza del paese di residenza di cittadini stranieri (anche ai fini della notifica) si ricorda che devono essere indirizzate ai competenti comuni italiani di AIRE (il comune di ultima residenza in Italia o il comune di origine).Le partecipazioni di cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) sono, infatti, conservate presso i comuni e presso il Ministero dell'interno (articolo 1, paragrafo 1, legge 470/1988).

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