Detenuti, passi da fare per l’assistenza legale all’estero, avvocato

Avvocato penalista - assistenza legale di diritto penale internazionale

Avvocato penalista - assistenza legale di diritto penale internazionale

Assistenza legale penale - detenuti,  passi  da  fare  per  l’assistenza  legale  all’estero:

Un  detenuto  che  si  trova  incarcerato  all’estero  quali  passi  deve  percorrere  per  avere  un  assistenza  legale  adeguata

La  situazione  di  una  persona  che  si  trova  in  prigione  in  un  paese  straniero  è  senz’altro  molto  difficile  e  molto  delicata  sia  per  la  persona  reclusa  che  per  i   suoi  familiari  che  si  trovano  lontano.  Tuttavia  l’ultima  cosa  che  bisogna  fare  è  quella  di  buttarsi  giù  e  rimanere  inerme.  Perciò   colpevoli  o  innocenti  bisogna  rimboccarsi  le  maniche  e  darsi  da  fare  per  cercare  di  uscire  da  una  tale  situazione  il  più  presto  possibile. 

Detenuti all'Estero: Guida all'Assistenza Legale e al Supporto

I. Diritti Fondamentali del Detenuto all'Estero

  • Informazione immediata: Diritto di essere informati tempestivamente sulle accuse nella lingua madre o in una lingua comprensibile.

  • Assistenza consolare: Diritto di contattare l'ambasciata o il consolato del proprio paese per assistenza e protezione.

  • Avvocato: Diritto all'assistenza di un avvocato fin dal momento dell'arresto.

  • Processo equo: Diritto a un processo equo, imparziale e pubblico.

  • Condizioni di detenzione: Diritto a condizioni di detenzione dignitose, rispettose dei diritti umani e degli standard internazionali (cibo, cure mediche, igiene).

II. Passi Fondamentali per l'Assistenza Legale all'Estero

  1. Contatto con l'Ambasciata/Consolato:

    • Informare immediatamente l'ambasciata/consolato italiano nel paese in cui si trova il detenuto.

    • Richiedere informazioni sui diritti del detenuto, le leggi locali e i servizi di assistenza disponibili.

    • Sollecitare visite consolari regolari per monitorare le condizioni di detenzione.

  2. Ricerca e Ingaggio di un Avvocato Specializzato:

    • Trovare un avvocato penalista internazionale con esperienza nel paese specifico e nel diritto internazionale.

    • Verificare le credenziali dell'avvocato e chiedere referenze.

    • Discutere chiaramente i costi, i servizi offerti e la strategia legale.

  3. Autorizzazione all'Avvocato:

    • Fornire all'avvocato una procura formale per agire legalmente a nome del detenuto.

    • Condividere tutte le informazioni rilevanti sul caso, inclusi documenti, testimonianze e circostanze dell'arresto.

  4. Comunicazione Costante:

    • Mantenere una comunicazione regolare con l'avvocato per essere aggiornati sull'andamento del caso.

    • Chiarire eventuali dubbi o preoccupazioni.

    • Collaborare attivamente nella raccolta di prove e nella preparazione della difesa.

  5. Monitoraggio delle Condizioni di Detenzione:

    • Lavorare con l'avvocato e il consolato per monitorare le condizioni di detenzione del familiare (trattamento, salute, accesso a comunicazioni).

    • Segnalare eventuali violazioni dei diritti umani.

  6. Considerare il Trasferimento:

    • Valutare la possibilità di richiedere il trasferimento del detenuto in Italia per scontare la pena, se previsto da trattati bilaterali.

III. Il Ruolo Cruciale dell'Avvocato Penalista Internazionale

  • Analisi Approfondita del Caso: Esaminare le accuse, le prove e le circostanze dell'arresto per identificare eventuali violazioni dei diritti o irregolarità procedurali.

  • Consulenza Legale Personalizzata: Fornire una consulenza legale chiara e comprensibile sui diritti del detenuto, le leggi locali e le possibili strategie di difesa.

  • Elaborazione di una Strategia di Difesa: Sviluppare una strategia di difesa mirata, basata sulla legge locale e internazionale, per proteggere i diritti e gli interessi del detenuto.

  • Rappresentanza Legale: Rappresentare legalmente il detenuto in tutte le fasi del procedimento penale (interrogatorio, udienze, processo).

  • Negoziazione con le Autorità: Negoziare con le autorità locali (polizia, procura, tribunale) per ottenere un trattamento equo e una possibile riduzione della pena.

  • Raccolta di Prove: Raccogliere prove a discarico, testimonianze e documenti per supportare la difesa del detenuto.

  • Assistenza Linguistica e Culturale: Fornire assistenza linguistica e culturale per superare le barriere linguistiche e culturali che possono ostacolare la comunicazione e la comprensione.

  • Comunicazione con la Famiglia: Mantenere la famiglia informata sull'andamento del caso e fornire supporto emotivo.

  • Richiesta di Trasferimento: Gestire la richiesta di trasferimento del detenuto in Italia, se possibile.

  • Ricorso a Organismi Internazionali: Se necessario, presentare ricorsi a organismi internazionali per la tutela dei diritti umani.

IV. Supporto Aggiuntivo per la Famiglia

  • Informazioni dettagliate: Fornire informazioni dettagliate sul sistema legale del paese in cui è detenuto il familiare.

  • Supporto emotivo: Aiutare la famiglia ad affrontare lo stress emotivo e le difficoltà legate alla situazione legale.

  • Gestione delle pratiche burocratiche: Assistere nella gestione delle pratiche burocratiche e amministrative.

  • Comunicazione: Facilitare la comunicazione tra la famiglia e il detenuto (nei limiti consentiti dalle leggi locali).

  • Traduzioni: Offrire servizi di traduzione di documenti legali.

  • Consulenza psicologica: Mettere a disposizione un professionista per fornire consulenza psicologica.

V. Considerazioni Importanti

  • Costi Legali: Essere consapevoli dei costi legali e delle possibili spese aggiuntive.

  • Tempistiche: Comprendere che i procedimenti legali all'estero possono essere lunghi e complessi.

  • Cultura Locale: Rispettare la cultura e le leggi locali.

  • Cooperazione: Collaborare attivamente con l'avvocato e le autorità consolari.

 

Come  è  ovvio  pensare  la  prima  cosa  da  fare  è  quella  di  cercare  assistenza  legale  per  potersi  difendere  come  meglio  si  può  dall’accusa  contestata.  

Il  primo  passo  verso  questo  cammino   è  quello  di  fare  sapere  al  proprio  consolato  dell’arresto.   Dopo  di  che  è  il  consolato  che  fornisce  al  prigioniero  una  lista  di  avvocati  e   magari  anche  un  interprete  per  mettere  su  una  strategia  difensiva   e  andare  avanti  con  la  difesa.

Nel  caso  di  una  persona  detenuta  all’estero  chi  è  che  affronta  tutte  le  spese  legali

Quando  una  persona  si  trova  in  guai  giudiziari  per  un  determinato  crimine  che  può  avere  commesso  o  meno,   naturalmente  per  la  difesa  serve  un  avvocato  penale  che  si  possa  occupare  del  caso  in  modo  adeguato  e  professionale.  Ovviamente  tutto  questo  comporta  una  certa  spesa.  La  stessa  cosa  vale  quando  la  persona  si  ritrova  ad  affrontare  una  prigionia  in  un  altro  Stato.  Va  da  sè  che  in  una  situazione  del  genere  anche  le  spese  sono  molto  più   elevate. 

Di  norma  naturalmente  le  spese  vengono  affrontate  dall’imputato.  Cosa  sucedde  però  se  la  persona  queste  spese  non le  può  affrontare  perchè  non  dispone  di  una  situazione  economica  tale  da   fare  il  modo   di  pagare  tutto  quello  che  deve  essere  pagato?     Fortunatamente  a  tutto  questo  c’è  una  soluzione.  Un  aiuto  riguardo  a  questo  lo  fornisce  l’ufficio  del  consolato.  Infatti  il  consolato  può  fare  fronte  alle  spese  legali  per  conto  del  detenuto  sotto  forma  di  un  sussidio  per  le  persone  residenti  all’estero. 

Oppure  può  dare  un  prestito  ai  connazionali  in  transito  che   naturalmente  deve  essere  restituito  in  un  altro  momento.  L’incarico   di  far  fronte  a  tutte  queste  spese  per  l’assistenza  legale  in  favore  di  un  proprio  cittadino  che  è  detenuto  in  un  paese  straniero,  il  consolato  lo  prende  dopo  avere  verificato  l’eventuale   disponibilità  dei  familiari  in  Italia  a  non  poter  farsi  carico  delle  spese  relative  alla  difesa  del   detenuto.

Quali  sono  gli  effetti  delle  sentenze  penali  straniere

Quando  il  Ministero  della  giustizia  riceve  l’esito  di  una  sentenza  penale   di  condanna   o  di  proscioglimento  che  è  stata  emessa  all’estero  nei  confronti  di  un  cittadino  italiano,  tale sentenza  la  trasmette   immediatamente  al  procuratore  generale  presso  la  corte  di  appello.  Una  coppia  di  questa  sentenza  di  condanna  o  proscioglimento  poi  viene  tradotta   in  lingua  italiana  allegata  insieme  agli  atti  relativi  al  caso  e  con  tutte  le  altre  informazioni  e  le  documentazioni  esistenti. 

Dopo  che  il  procuratore  generale  è  stato  informato  dalle  autorità  straniere  competenti  di  tale  sentenza  penale  emessa  da  un  determinato  paese  straniero,  può  richiedere  la  trasmissione  all’autorità  straniera  con  le  forme   previste  dalle  convenzioni  internazionali  attualmente  in  vigore.  

Quali  sono  gli  accordi  internazionali  secondo  i  quali  vengono  riconosciute  le  sentenze  penali  straniere

Nel  caso  di  una  sentenza  penale  straniera  il  Ministero  della  giustizia  se  ritiene  che  sia  il  caso  che  un  verdetto  penale  emesso  in  un  altro  paese  debba  avere  luogo,  secondo  gli  dovuti   accordi  internazionali  presi  può  chiederne  il  riconoscimento.  Perchè  tale  riconoscimento  avvenga,    al  procuratore  generale  viene  trasmessa  la  richiesta  presso  la  corte  di  appello  nel  distretto  della  quale  ha  sede  l’ufficio  del  casellario  locale  del  luogo  di  nascita  della  persona  cui  è  riferito  la  suddetta  sentenza.  Dopo  di  che  se  ci  sono  altre  informazioni  relative  alla  sentenza  che  possono  risultare  necessarie,  possono  essere  richieste  e  poi  ottenute  con  un  idoneo  documento.
 
Ci  sono  dei  casi  in  cui  la  sentenza  straniera  non  può  essere  riconosciuta

Quando  una  persona  viene  detenuta  all’estero  per  un  determinato  crimine  dopo  il  processo  naturalmente  la  sentenza  viene  emessa  dal  paese  straniero  dove  l’imputato  si  trova.  Ci  sono  però  delle  circostanze  dove  la  sentenza  del  paese  starniero  anche  se  è  stata  emessa,  non  può  essere  riconosciuta.   Infatti  la  sentenza  non  viene  riconsciuta  se  non  è  irrevocabile  per  le  leggi  dello  Stato   in  cui  è  stata  emessa.  la  stessa  cosa  vale  quando  la  sentenza  contiene  disposizioni  contrarie  ai  principi  fondamentali  dell’ordinamento  giuridico  dello  Stato.  

Quando  all’imputato  non è  stata  data  l’opportunità  di  comparire  in  giudizio  davanti  alle  autorità  straniere   e  quindi  non  gli  è  stato  riconosciuto  il  diritto  di  essere  interrogato  in  una  lingua  a  lui  compressibile  e  non  ha  avuto  la  possibilità  di  una  difesa  adeguata,  la  sentenza  non  è  valida.  In  linea  di  massima  se  risulta  che  all’imputato  sono  state  negate  le  possibilità  di  avere  un  precesso  giusto  ed  equo,  di  conseguenza  anche  il  verdetto    e  l’intero  processo  è  nullo.

 

CONTATTACI ADESSO Avvocato penalista - Massimo Romano https://maps.app.goo.gl/MeJdVcdzopS1L8Yg8 Viale di Trastevere, 209, 00153 Roma RM Tel: + 39 335 669 3954