Sottrazione internazionale di minori, estradizione genitori

Sottrazione internazionale di minori, estradizione genitori

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L'articolo 574 bis del codice penale è il risultato non solo di forti sforzi da parte del Parlamento europeo per migliorare i requisiti normativi alla luce dei matrimoni misti, ma anche uno strumento volto a colmare le lacune normative rappresentate dall'articolo 573 , 574 e 575 del codice penale, nonché un vizio procedurale negli articoli 321 e 55 del codice del rito.


Affinché la Corte di Cassazione possa stabilire il reato di cui all'articolo 574 bis del codice penale, è necessario che il rapimento sia l'annullamento della responsabilità a lungo termine per la responsabilità genitoriale; questo orientamento è stato adottato dalla Quarta Sezione della Corte Suprema con sentenza n. 22911 del 19 febbraio 2013.


Questo è un reato comune riscontrato dall'incisivo "Chiunque", ma dove l'agente è un genitore del minore, la sentenza comporta la sospensione della responsabilità genitoriale. Dalla lettura di questo articolo non è rilevante che il bambino abbia acconsentito, ma è opportuno osservare come nel secondo paragrafo, si traduce in una riduzione della pena laddove il consenso è fornito da una persona poco frequente, cioè da chi ha trascorso quattordici anni, ma ancora non diciotto, per esempio, per quest'ultimo caso, da sei mesi a tre anni, contrariamente a quello fissato per l'infraquattordicenne, che è punibile con una pena da uno a quattro anni. Un'attenzione particolare deve essere rivolta all'errore relativo all'età del bambino, che esiste solo laddove è oggettivamente dimostrabile.


Mentre la legge 94 del 2009 era innovativa introducendo una nuova protezione per i minorenni rapiti, dall'altra, la legge 193 del 9 agosto 2013, prevedeva l'inefficienza dal punto di vista precauzionale, dal momento che la suddetta legge ha alzò la soglia della reclusione in carcere e degli arresti domiciliari per quei crimini con non meno di una pena massima a cinque anni.


Un'attenzione particolare deve essere rivolta alla procedura di rimpatrio del bambino rapito dal paese in cui ha la residenza abituale, che secondo la giurisprudenza di Piazza Cavour è il luogo in cui il bambino svolge non solo la sua vita quotidiana ma anche il luogo in cui concentrarsi sui legami affettivi.
Questa è una procedura in cui gli hub normativi sono rappresentati dalla Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 e dal Regolamento dell'Unione Europea del 2003 n.2201.


La convenzione dell'Aja mira a ripristinare una situazione antefatti attraverso una procedura di emergenza; mentre il regolamento dell'Unione europea è competente per le questioni relative al riconoscimento, all'esecutività e alla competenza della responsabilità genitoriale.
La procedura di rimpatrio è di due tipi a seconda che il paese in cui è condotto il minore aderisca o non aderisca alla convenzione dell'Aia o al regolamento interno dell'Unione europea.


Nel caso in cui il paese in cui il minore è stato detenuto o effettuato sia stato ammesso alla Convenzione o ai Regolamenti (compresa l'Italia), la parte legittima ha il diritto di presentare una richiesta di rimpatrio al Ministero della Giustizia delle Minoranze presso il Ministero della Giustizia Giustizia o Direzione Generale per gli Italiani all'estero e Politiche migratorie presso il Ministero degli Affari Esteri, con il supporto delle attività del Ministero della Giustizia; è legittimo osservare che il soggetto legittimo può essere non solo il genitore a cui è stato portato via il bambino, ma anche qualsiasi altra persona fisica, istituzione o corpo, che eserciti una custodia cautelare nei confronti del minore e che dimostri che il minore è stato trasferito o detenuti all'estero a seguito della violazione del diritto di affidamento; è inoltre importante sottolineare che il Dipartimento per la giustizia delle minoranze presso il Ministero della giustizia e la Direzione generale per gli italiani all'estero e le Politiche migratorie presso il Ministero degli Affari esteri rappresentano le autorità delle istituzioni centrali indicate dalla Convenzione dell'Aja per l'Italia.


Se, tuttavia, il minorenne detenuto o compiuto si trova in un paese non aderente alla Convenzione o ai Regolamenti, è necessario che la persona legittima, per ottenere informazioni e contatti con le autorità consolari, faccia necessariamente riferimento alla Direzione Generale per gli italiani all'estero presso il Ministero degli Affari Esteri, o dove il soggetto legittimo non risiede in Italia, devono ricorrere alla rappresentanza diplomatico-consolare.


Nel caso in cui la procedura formale sia respinta, è possibile stabilire la procedura disciplinata dal regolamento dell'Unione europea che intende avviare un procedimento dinanzi al giudice dello Stato in cui risiede il minore. È una procedura in base alla quale si nega il rimpatrio e tutta la documentazione deve essere trasmessa al Giudice dello Stato in cui risiede il minore, e quest'ultimo è rinviato alle parti per fare le loro conclusioni entro un periodo perentorio oltre il quale non verrà presentata alcuna attività; al contrario, quando le parti sono coinvolte, la controversia viene risolta nel merito con una sentenza immediatamente esecutiva in tutti gli Stati membri.


È lecito osservare che non vi è alcun trasferimento di giurisdizione da parte del Giudice del luogo in cui il minore è trasferito o detenuto presso il luogo in cui risiede solo se il minore ha cambiato il suo luogo di residenza nel luogo in cui è trasferito o detenuto e il genitore padre non ha se non avviene il rapimento, o se il bambino è completamente integrato nel luogo in cui è stato trasferito o detenuto.

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