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Procedura di estradizione

Estradizione con doppia cittadinanza

Cosa cambia e se serve rinunciare

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A cura dell'Avv. Francesco Gargiulo · Aggiornato il · 1974 parole

Risposta breve

Con la doppia cittadinanza l'estradizione dall'Italia dipende dalla cittadinanza italiana, tutelata dall'art. 26 della Costituzione, e dallo Stato che chiede la consegna. Se la persona è anche cittadina dello Stato richiedente le tutele si riducono. La rinuncia alla cittadinanza dopo la domanda non cancella la richiesta e non evita automaticamente la consegna.

Estradizione con doppia cittadinanza: i passi da seguire in sintesi
I passi da seguire: Estradizione con doppia cittadinanza
Indice della pagina
  1. Quale cittadinanza conta nella procedura di estradizione?
  2. Che cosa cambia se la seconda cittadinanza è quella dello Stato richiedente?
  3. Che cosa succede nel mandato d'arresto europeo?
  4. La rinuncia alla cittadinanza evita l'estradizione?
  5. Come cambiano le tutele a seconda della combinazione di cittadinanze?
  6. Cosa fare subito se si possiedono due cittadinanze?
  7. Quali errori evitare?
  8. Caso pratico (esempio illustrativo)
  9. Quando contattare l'avvocato?

L'estradizione con doppia cittadinanza solleva una domanda ricorrente: quale nazionalità conta e quanto protegge. Una delle cittadinanze può essere italiana, l'altra quella dello Stato che chiede la consegna oppure di un terzo Stato. Le conseguenze sono molto diverse, e la rinuncia a una cittadinanza non risolve il problema. Qui si spiegano le regole.

Quale cittadinanza conta nella procedura di estradizione?

Conta quella che determina le tutele applicabili: la cittadinanza italiana, che attiva l'art. 26 della Costituzione, e quella dello Stato richiedente, che incide sul rifiuto per nazionalità. La Convenzione europea del 1957 valuta la cittadinanza al momento della decisione e non al momento del fatto.

Chi possiede due cittadinanze viene considerato da ciascuno Stato come suo cittadino. L'Italia, di regola, tratta la persona come cittadina italiana, anche se ne possiede altre. Questo significa che la persona può invocare l'art. 26 Cost., che consente l'estradizione del cittadino solo se prevista da convenzioni internazionali, e le regole del codice penale sulla giurisdizione sui reati commessi all'estero (artt. 7-10 c.p.).

Quando la cittadinanza straniera coincide con quella dello Stato richiedente, il quadro si complica. Lo Stato che chiede la consegna sostiene di avere diritto di giudicare un proprio cittadino, e l'Italia non può sempre opporre la sua nazionalità per rifiutare. Ne deriva un controllo più concentrato sui diritti fondamentali e sulle garanzie processuali. Per l'impostazione generale si veda la pagina sull'estradizione del cittadino italiano.

Che cosa cambia se la seconda cittadinanza è quella dello Stato richiedente?

Cambia che la persona non può più sostenere di essere estranea allo Stato che chiede la consegna, e che alcuni rifiuti basati sulla nazionalità non operano. Restano però il divieto per reati politici, l'art. 698 c.p.p. e le tutele europee contro il rischio di trattamenti inumani.

La Convenzione europea consente a uno Stato di rifiutare la consegna dei propri cittadini. Se la persona è cittadina italiana, l'Italia può valersi di questa facoltà, ma non è obbligata, perché l'art. 26 della Costituzione consente l'estradizione se prevista dalle convenzioni. Quando però la richiesta proviene da uno Stato di cui la persona è pure cittadina, quest'ultimo ha un titolo forte, e la Corte d'Appello deve bilanciare le due appartenenze.

In questi casi la difesa lavora su tre fronti: la prova del radicamento in Italia, l'eventuale competenza della giurisdizione italiana sul fatto, e il rischio nel Paese richiedente. Se il fatto ha elementi italiani, si può chiedere di procedere in Italia ai sensi delle norme sulla giurisdizione. Per approfondire il rapporto con gli Stati terzi, si legga la pagina sull'estradizione extra UE.

Che cosa succede nel mandato d'arresto europeo?

Nel mandato d'arresto europeo il cittadino italiano ha una tutela specifica: la legge n. 69 del 2005 prevede che la consegna possa essere subordinata al ritorno in Italia per scontare la pena. Se la seconda cittadinanza è di un altro Stato membro, rilevano anche le regole europee sulla libera circolazione.

La riforma introdotta dal decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 10 ha precisato i casi di rifiuto e le condizioni della consegna dei cittadini e dei residenti. Il principio è che la persona legata all'Italia da cittadinanza o residenza stabile può chiedere di scontare la pena nel Paese in cui è radicata, quando la condanna è definitiva. La decisione spetta alla Corte d'Appello.

Per la persona con doppia cittadinanza la strategia consiste nel dimostrare il legame con l'Italia e nel chiedere la garanzia di ritorno. Il tema è trattato nelle pagine sulla garanzia di ritorno in Italia nel MAE e sulla consegna per l'esecuzione della pena in Italia. Il trasferimento dell'esecuzione si fonda anche sulla decisione quadro 2008/909/GAI.

La rinuncia alla cittadinanza evita l'estradizione?

No, la rinuncia non è una via affidabile. La legge sulla cittadinanza permette di rinunciare a quella italiana a chi ne possiede un'altra e risiede all'estero, ma la rinuncia segue formalità, non opera retroattivamente sulla procedura già avviata e può essere valutata come tentativo di elusione.

La logica del tentativo è comprensibile: se la persona non è più cittadina italiana, perde la tutela dell'art. 26, ma anche i vantaggi della cittadinanza. In realtà la rinuncia non rende più difficile l'estradizione, ma la facilita, perché elimina un ostacolo. L'unico effetto utile potrebbe essere quello contrario: rinunciare a una cittadinanza straniera per evitare la richiesta dello Stato di origine, ipotesi altrettanto fragile.

La Corte d'Appello valuta la cittadinanza al momento della decisione, ma può considerare gli atti compiuti dopo la domanda come strumentali. Una rinuncia improvvisa, in presenza di una richiesta pendente, rischia di essere letta in questo modo e di danneggiare la credibilità della difesa. Prima di compiere qualsiasi atto sulla cittadinanza occorre quindi un parere legale. Il tema dei limiti di rinuncia è collegato alla pagina sulle garanzie processuali nell'estradizione.

Come cambiano le tutele a seconda della combinazione di cittadinanze?

Le tutele cambiano in base alle cittadinanze possedute e allo Stato che chiede: italiana e dello Stato richiedente, italiana e di un terzo Stato, di due Stati diversi dall'Italia. La tabella riassume gli effetti principali sulla procedura.

Tabella – Combinazioni di cittadinanza e conseguenze sull'estradizione

CombinazioneNorma rilevanteTutela principaleRischio
Italiana e dello Stato richiedenteArt. 26 Cost. e convenzione applicabileControllo sui diritti fondamentaliIl rifiuto per nazionalità può non operare
Italiana e di un terzo StatoArt. 26 Cost.Garanzia costituzionale del cittadinoValutazione del radicamento
Italiana e di altro Stato UE (richiesta UE)Legge n. 69 del 2005Condizione di ritorno in ItaliaMotivi di rifiuto tassativi
Italiana e di altro Stato UE (richiesta extra UE)Caso PetruhhinInformazione allo Stato di cittadinanzaMancata attivazione dello Stato
Né italiana né dello Stato richiedenteArt. 698 c.p.p.Tutele generali dello stranieroAssenza di norme di favore

Il giudice non applica la tabella in modo meccanico, ma valuta il caso concreto. La documentazione sulle cittadinanze è il primo elemento che il difensore ricostruisce.

Cosa fare subito se si possiedono due cittadinanze?

Il primo passo è riunire i documenti delle due cittadinanze e nominare un difensore, che verifichi lo strumento applicabile. Poi si evita qualunque atto sulla cittadinanza, come la rinuncia, senza una consulenza, perché può compromettere la strategia.

  1. Nominare un difensore di fiducia e fornire passaporti e certificati di entrambe le cittadinanze.
  2. Ottenere copia della domanda di estradizione o del mandato d'arresto europeo.
  3. Individuare lo Stato richiedente e verificare se coincide con una delle cittadinanze.
  4. Raccogliere prove del radicamento in Italia: residenza, lavoro, famiglia, imposte.
  5. Valutare con il difensore la richiesta di procedere in Italia o di scontare la pena in Italia.
  6. Documentare il rischio nello Stato richiedente con rapporti di organismi internazionali.
  7. Non rinunciare ad alcuna cittadinanza e non cambiare residenza senza parere legale.

Quali errori evitare?

L'errore principale è credere che la doppia cittadinanza protegga in ogni caso, o al contrario che basti rinunciare a una delle due per uscire dalla procedura. Altri errori nascono da una documentazione incompleta.

  • Presentare documenti di cittadinanza non aggiornati o in contrasto tra loro.
  • Rinunciare alla cittadinanza italiana dopo la domanda, indebolendo le tutele.
  • Contare sul rifiuto per nazionalità quando lo Stato richiedente è anche quello di cittadinanza.
  • Non allegare le prove del radicamento in Italia, decisive per le richieste di scontare la pena qui.
  • Trascurare il controllo dei diritti fondamentali, che opera per ogni cittadinanza.

Caso pratico (esempio illustrativo)

Situazione. Un cittadino con cittadinanza italiana e di un altro Stato europeo vive in Italia da molti anni. Viene arrestato in base a un mandato d'arresto europeo emesso da quest'ultimo Stato per l'esecuzione di una condanna definitiva. Dopo l'arresto valuta di rinunciare alla cittadinanza italiana.

Strategia difensiva. Il difensore sconsiglia la rinuncia e documenta il radicamento in Italia con residenza, lavoro e famiglia. Chiede alla Corte d'Appello di subordinare la consegna al ritorno in Italia per scontare la pena, ai sensi della legge n. 69 del 2005, e verifica le condizioni detentive dello Stato emittente.

Esito possibile. La Corte può accogliere la richiesta e subordinare la consegna al ritorno, oppure rigettarla se non ritiene provato il legame con l'Italia. In ogni caso la decisione resta ricorribile per cassazione. L'esito dipende dalle prove del radicamento e dalla natura della condanna.

Leggi anche: Estradizione degli apolidi

Quando contattare l'avvocato?

Conviene contattare l'avvocato prima di compiere qualsiasi atto sulla cittadinanza, e subito dopo un arresto o la notifica di una richiesta. Il parere iniziale determina la strategia e può evitare errori irreversibili.

L'Avv. Francesco Gargiulo assiste cittadini italiani e stranieri raggiunti da domande di estradizione e mandati d'arresto europei davanti alle Corti d'Appello e alla cassazione. Il numero +39 338 568 1354 è attivo anche su WhatsApp, e lo studio è reperibile di notte e nei festivi in caso di arresto o di udienza imminente.

In sintesi

  • La persona con doppia cittadinanza è tutelata dall'art. 26 della Costituzione se è cittadina italiana, che limita l'estradizione ai casi previsti da convenzioni.
  • Se una delle cittadinanze è quella dello Stato richiedente, il rifiuto basato sulla nazionalità non opera e la consegna è più probabile.
  • Nel mandato d'arresto europeo il cittadino italiano ha garanzie specifiche, come la richiesta di scontare la pena in Italia.
  • La cittadinanza si valuta al momento della decisione, secondo la Convenzione europea del 1957.
  • La rinuncia alla cittadinanza italiana non è un rimedio rapido: richiede requisiti e non ha effetto retroattivo sulla procedura.
  • Una rinuncia strumentale può essere valutata dalla Corte d'Appello come tentativo di eludere la legge.
  • La difesa deve ricostruire la storia delle cittadinanze con certificati e atti ufficiali prima dell'udienza.

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Domande frequenti

Con doppia cittadinanza posso essere estradato?

Dipende. Se una delle cittadinanze è italiana valgono le garanzie dell'art. 26 della Costituzione, e l'estradizione è possibile solo nei casi previsti da convenzioni. Se l'altra cittadinanza è quella dello Stato richiedente, la tutela si indebolisce, perché lo Stato può chiedere la consegna di un proprio cittadino.

La cittadinanza italiana mi protegge sempre dall'estradizione?

No. L'art. 26 non vieta ogni consegna del cittadino, ma la subordina alla previsione di una convenzione. La protezione è quindi condizionata, e la Corte d'Appello verifica se esiste un trattato applicabile e se ricorrono le condizioni, compresa la tutela dei diritti fondamentali previsti dall'art. 698 c.p.p.

Posso rinunciare alla cittadinanza italiana per evitare l'estradizione?

La rinuncia non è una soluzione affidabile. La legge sulla cittadinanza la consente a chi possiede un'altra cittadinanza e risiede all'estero, e produce effetti secondo le formalità previste. Non ha effetto retroattivo sulla procedura in corso e può essere valutata come tentativo di eludere la legge.

Che cosa conta di più: la cittadinanza italiana o quella straniera?

Ai fini del rifiuto per nazionalità conta il rapporto con lo Stato richiedente. Se la persona è cittadina italiana e anche dello Stato richiedente, quest'ultimo può invocare la propria giurisdizione sul proprio cittadino. L'Italia valuta comunque le garanzie costituzionali e i diritti fondamentali.

Un cittadino italiano e di un altro Stato UE ha tutele particolari?

Sì. Nel mandato d'arresto europeo la legge n. 69 del 2005 prevede, per il cittadino italiano, la possibilità di condizionare la consegna al ritorno in Italia per scontare la pena. Se la richiesta viene da uno Stato terzo, rileva anche la regola Petruhhin sull'informazione allo Stato di cittadinanza.

Come si dimostra la doppia cittadinanza?

Con passaporti, certificati di cittadinanza, atti di nascita e documenti rilasciati dalle autorità dei due Stati. Il difensore li deposita davanti alla Corte d'Appello, che può chiedere conferme ufficiali. Un'incertezza documentale può trasformarsi in una questione preliminare, quindi conviene raccogliere le prove fin dall'inizio.

Fonti normative e istituzionali

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