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Estradizione per Paese

Mandato d'arresto europeo con il Portogallo

Se l'italiano vive o viaggia lì

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A cura dell'Avv. Francesco Gargiulo · Aggiornato il · 1833 parole

Risposta breve

Con il Portogallo, Stato membro dell'Unione europea, non si procede con l'estradizione ma con il mandato d'arresto europeo. Se è l'Italia a chiedere la consegna di una persona che vive in Portogallo, il giudice italiano emette il mandato e la Corte portoghese lo esegue; la decisione definitiva deve arrivare entro 60 giorni dall'arresto, prorogabili di 30.

Mandato d'arresto europeo con il Portogallo: i passi da seguire in sintesi
I passi da seguire: Mandato d'arresto europeo con il Portogallo
Indice della pagina
  1. Come funziona il mandato quando è l'Italia a chiedere la consegna?
  2. Cosa cambia per l'italiano che vive in Portogallo?
  3. Quali sono le tappe dalla scoperta del mandato alla consegna?
  4. Presentarsi spontaneamente o attendere l'arresto?
  5. La regola della specialità: per cosa si può essere processati?
  6. Cosa fare subito se si scopre un mandato italiano
  7. Il Portogallo può rifiutare di consegnare un residente?
  8. Errori da evitare
  9. Caso pratico (esempio illustrativo)
  10. Quando contattare l'avvocato

Il mandato d'arresto europeo con il Portogallo ha un taglio particolare per i lettori di questo sito: molti italiani vivono, lavorano o trascorrono lunghi periodi in Portogallo. La pagina guarda quindi soprattutto al mandato emesso dall'Italia verso il Portogallo, cioè al caso in cui l'Italia chiede di avere indietro una persona.

Come funziona il mandato quando è l'Italia a chiedere la consegna?

Se l'Italia ha un procedimento aperto o una condanna da eseguire contro una persona che si trova in Portogallo, l'autorità giudiziaria italiana emette il mandato d'arresto europeo. L'autorità portoghese lo esegue, arresta la persona e decide sulla consegna con il proprio procedimento.

In Italia il mandato è chiesto dal pubblico ministero e disposto dal giudice, oppure emesso dal pubblico ministero per l'esecuzione di una pena definitiva. Il provvedimento nazionale su cui si fonda deve già esistere: un'ordinanza di custodia cautelare o una sentenza irrevocabile. Il mandato viene poi inserito nel sistema di informazione Schengen.

Per le regole generali sul mandato, la pagina sul mandato d'arresto europeo e la sua procedura offre il quadro sulla parte italiana.

Cosa cambia per l'italiano che vive in Portogallo?

Un cittadino italiano residente in Portogallo non può invocare la cittadinanza come ostacolo alla consegna verso l'Italia: l'Italia è lo Stato che lo reclama. I motivi di opposizione davanti al giudice portoghese dipendono dalla legge di quel Paese, che attua la stessa decisione quadro.

La persona può comunque far valere i motivi previsti dal diritto europeo: il ne bis in idem, l'amnistia, la prescrizione secondo le norme applicabili, la violazione dei diritti fondamentali e le condizioni detentive nello Stato di emissione, cioè l'Italia. In passato anche le carceri italiane sono state oggetto di condanne della Corte europea, per esempio con la sentenza Torreggiani c. Italia del 2013.

Spesso la difesa è doppia: un legale portoghese per il procedimento locale e un avvocato italiano per il mandato, per il fascicolo e per la strategia complessiva. La pagina sulla difesa penale del latitante all'estero tratta il tema da questo punto di vista.

Quali sono le tappe dalla scoperta del mandato alla consegna?

La procedura procede per tappe, e ciascuna ha un interlocutore diverso. Chi vive all'estero deve sapere cosa lo attende, per decidere se opporsi, acconsentire oppure presentarsi spontaneamente alle autorità italiane.

Tabella – Tappe del mandato emesso dall'Italia verso il Portogallo

TappaAutorità coinvoltaCosa può fare la difesa
EmissioneGiudice o pubblico ministero italianoVerificare i presupposti e l'esistenza del provvedimento
ArrestoPolizia portogheseChiedere difensore, interprete e informazioni
Udienza di esecuzioneAutorità giudiziaria portogheseOpporsi o prestare il consenso alla consegna
DecisioneAutorità portogheseRicorrere secondo le regole locali
ConsegnaPolizia dei due PaesiPreparare la prima udienza in Italia

Il consenso o l'opposizione alla consegna vanno decisi con attenzione. Il tema è trattato nella pagina sulla consegna semplificata.

Presentarsi spontaneamente o attendere l'arresto?

Chi sa di avere un mandato italiano a carico può valutare di presentarsi spontaneamente all'autorità italiana, con un difensore, per concordare la modalità del rientro. La scelta può incidere sulla misura cautelare, perché dimostra assenza di intenzioni di fuga.

La presentazione spontanea non è un obbligo e non estingue il procedimento. Va preparata con un legale che conosca gli atti, perché le prime dichiarazioni e la prima udienza possono determinare la custodia. Se la persona è latitante o irreperibile, la difesa deve verificare le notifiche e la corretta dichiarazione di latitanza.

Per questa fase, la pagina sulla costituzione del latitante dall'estero descrive come procedere.

La regola della specialità: per cosa si può essere processati?

Una volta consegnata, la persona può essere processata, condannata o detenuta solo per il fatto indicato nel mandato, con le eccezioni previste dalla legge: consenso, rinuncia, nuovi fatti commessi dopo la consegna, permanenza volontaria nel territorio oltre un termine.

Questa regola protegge lo Stato di esecuzione e la persona. Se l'Italia contesta fatti ulteriori, serve una nuova richiesta o il consenso dell'interessato. La difesa deve controllare il capo d'imputazione dopo la consegna e opporsi a contestazioni fuori dal perimetro del mandato.

L'argomento è collegato alla garanzia di ritorno in Italia nel mandato d'arresto europeo, utile quando la persona consegnata deve poi tornare a scontare una pena nel Paese di residenza.

Cosa fare subito se si scopre un mandato italiano

Chi vive in Portogallo e scopre di essere ricercato dall'Italia deve agire con metodo. La prima priorità è conoscere con precisione il provvedimento, poi scegliere la strategia.

  1. Contattare un avvocato italiano e, se necessario, un legale portoghese.
  2. Verificare se il mandato è già nel sistema Schengen o se esiste solo un procedimento.
  3. Non lasciare il Paese senza consiglio legale e non usare documenti non propri.
  4. Raccogliere atti notificati, indirizzo di residenza e prove della propria presenza all'estero.
  5. Valutare la presentazione spontanea oppure la difesa nel procedimento di esecuzione.
  6. Informare i familiari in Italia di recapito e legale incaricato.
  7. Evitare comunicazioni dirette con la Procura italiana senza il difensore.

Per accertare l'esistenza di una segnalazione, la pagina su come sapere se si è ricercati spiega i canali disponibili.

Il Portogallo può rifiutare di consegnare un residente?

L'autorità portoghese può rifiutare l'esecuzione solo nei casi previsti dalla decisione quadro 2002/584/GAI e dalla propria legge di attuazione, tra cui il giudicato per lo stesso fatto, l'amnistia e la mancanza di imputabilità. Nessuno Stato può rifiutare la consegna sulla base di una generica sfiducia verso la giustizia italiana.

Il residente può chiedere, quando la condanna è definitiva, di scontare la pena nel Paese in cui vive, se la legge locale lo permette. Si tratta di una valutazione che il legale portoghese compie secondo il diritto interno, mentre il difensore italiano chiarisce natura della pena, residuo e possibilità di riconoscimento. Lo studio verifica lo strumento applicabile al caso e il contenuto del mandato.

Se la persona teme condizioni detentive inadeguate in Italia, può segnalarlo all'autorità portoghese con prove aggiornate, ricordando che il test è lo stesso della sentenza Aranyosi e Căldăraru.

Errori da evitare

Chi risiede all'estero commette errori tipici, spesso per distanza dal procedimento italiano.

  • Non ritirare o ignorare le notifiche inviate in Italia, creando problemi sulla latitanza.
  • Cambiare domicilio senza comunicarlo e perdere la possibilità di difendersi.
  • Dichiarare di non volersi consegnare senza sapere quali motivi di opposizione esistano.
  • Affidarsi a un solo legale locale, privo di conoscenza del fascicolo italiano.
  • Contare sul fatto che il Portogallo non consegni i propri residenti.
  • Non documentare i periodi di detenzione all'estero, che vanno computati.

Caso pratico (esempio illustrativo)

Situazione. Un cittadino italiano si è trasferito in Portogallo con la famiglia. In Italia pende un procedimento per un reato economico. Il giudice emette un'ordinanza di custodia cautelare e poi un mandato d'arresto europeo, che porta all'arresto della persona in Portogallo.

Strategia difensiva. Il difensore italiano si coordina con il legale portoghese, esamina il mandato e verifica la sussistenza dei presupposti, valuta il consenso alla consegna e chiede alle autorità italiane una misura cautelare meno afflittiva al rientro, producendo i documenti sul domicilio.

Esito possibile. La persona può essere consegnata all'Italia e sentita dal giudice, che può confermare la custodia o sostituirla con una misura meno grave. L'esito dipende da gravità del fatto, rischio di fuga e garanzie offerte, e nessun risultato può essere promesso.

Leggi anche: Mandato d'arresto europeo e Svezia

Quando contattare l'avvocato

Meglio chiamare l'avvocato appena si sospetta un mandato, si riceve una notifica o un familiare viene fermato in Portogallo. L'Avv. Francesco Gargiulo assiste persone raggiunte da richieste di consegna e da mandati, con sedi a Napoli, Roma e Milano.

Numero e WhatsApp +39 338 568 1354; reperibilità di notte e nei festivi per gli arresti in corso. Lo studio verifica lo strumento applicabile al caso e coordina, se serve, un legale locale. Per l'assistenza durante la detenzione all'estero, si veda la pagina sul trasferimento dei detenuti all'estero.

In sintesi

  • Il mandato d'arresto europeo sostituisce l'estradizione nei rapporti tra Italia e Portogallo.
  • L'Italia emette il mandato per processare un residente in Portogallo o per fargli scontare una condanna definitiva.
  • Il Portogallo esegue il mandato secondo le proprie regole interne e la decisione quadro 2002/584/GAI.
  • Il procedimento deve concludersi entro 60 giorni dall'arresto, prorogabili di 30 giorni.
  • Vale la regola della specialità: la persona consegnata può essere processata solo per il fatto indicato nel mandato.
  • L'italiano arrestato in Portogallo ha diritto a difensore, interprete e assistenza consolare.
  • Il rifiuto di consegna dello Stato di esecuzione è possibile per motivi previsti dalla legge portoghese e dall'Unione.

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Domande frequenti

Se vivo in Portogallo, l'Italia può chiedere la mia consegna?

Sì. Il giudice italiano che procede, oppure il pubblico ministero per l'esecuzione di una condanna, può emettere un mandato d'arresto europeo. La persona viene arrestata in Portogallo, presentata all'autorità giudiziaria locale e consegnata all'Italia se non sussistono motivi di rifiuto previsti dalla normativa portoghese ed europea.

Il mandato italiano deve passare dal Ministero della Giustizia?

Per i Paesi europei il mandato circola direttamente tra autorità giudiziarie, senza decisione politica del Ministro. Il Ministero può svolgere funzioni di assistenza amministrativa, ma la valutazione spetta ai giudici. La persona può quindi essere arrestata e presentata a un giudice senza passaggi diplomatici.

Che differenza c'è tra mandato europeo e Red Notice per chi vive in Portogallo?

La Red Notice è una segnalazione di polizia che non obbliga all'arresto, mentre il mandato d'arresto europeo è un ordine giudiziario con effetto vincolante nell'Unione. Nei rapporti con il Portogallo, per un cittadino italiano il mandato inserito nel sistema Schengen è lo strumento che consente l'arresto effettivo.

Posso essere processato in Italia per fatti diversi da quelli del mandato?

In linea generale no: la regola della specialità vieta di procedere per reati anteriori diversi da quello per cui la persona è stata consegnata, salvo consenso, rinuncia o eccezioni previste. Una violazione può essere contestata davanti al giudice italiano, chiedendo l'inutilizzabilità degli atti compiuti oltre il limite.

Quanto tempo resto detenuto in Portogallo in attesa della consegna?

Dipende dalle decisioni dell'autorità portoghese, che in via ordinaria deve concludere entro 60 giorni dall'arresto, prorogabili di 30. Con il consenso alla consegna i tempi si riducono. La misura cautelare può essere meno afflittiva della detenzione, se la persona fornisce garanzie di non fuga.

La detenzione sofferta in Portogallo conta per la pena italiana?

Sì, il periodo di custodia sofferto all'estero in relazione al mandato deve essere computato come presofferto nel procedimento italiano, secondo le regole sul computo della custodia cautelare. Il difensore deve documentare date e provvedimenti stranieri per ottenerne il riconoscimento davanti al giudice dell'esecuzione.

Fonti normative e istituzionali

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